Pillole di sociale/ L’idea di una riforma verde per il pianeta ancor prima che sia finita l’emergenza virus

Ognuno di noi sta facendo la sua parte per contribuire al superamento della critica situazione attuale ed è questo il momento per iniziare a ridiscutere di ciò che sarà, finito il periodo di estrema emergenza. Molto del nostro sistema si sta rivelando modificabile più velocemente di quanto si sia mai pensato e da questo deriveranno (si spera) i cambiamenti che possono riguar-dare il nostro modello economico, soprattutto a livello Europeo.

 

Un esempio su tutti è il superamento del patto di stabilità, azione mai messa in campo fin ad oggi, una scelta che rispecchia quanto questa pandemia stia mettendo in gioco le strutture eco-nomiche attuali. Strutture che vanno, per forza di cose, cambiate.

 

Oggi quindi abbiamo più di un motivo per una riforma strutturale del nostro modo di produrre e consumare, ed è il momento per provare a mettere in atto azioni specifiche, in direzione di un’economia a zero emissioni di CO2, creando infrastrutture anche governative garanti della qualità della vita, dalla sanità, dei servizi di mobilità pubblica, il tutto in una nuova ottica di società se non di stato.

 

Quanto più tempo aspettiamo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e per proteggere la biodiversità, tanto più grande sarà il danno al Pianeta che ci sostiene e più ingiusti saranno l’impatto e i costi sociali.

 

Bisognerà prestare particolare attenzione a garantire che i fondi destinati a sostenere i lavoratori diventino spunto per un riconcepimento quanto più ampio possibile.

 

Questo denaro pubblico deve essere trasferito ad esempio in direzione di un’agricoltura più ecologica che partecipa alla costruzione di un modello alimentare e agricolo diversificato e resiliente, che protegga la biodiversità.

 

Sarà necessario inoltre proteggere e rafforzare una nuova democrazia ancora più democratica.

 

Ora più che mai bisogna garantire che le regole sviluppate nel contesto di un’emergenza nazionale si applichino solo all’emergenza, che le istituzioni democratiche rimangano aperte alle comunità come in questo momento, che il bene comune sia l’oggetto ed il fulcro del pensiero di ogni cittadino oltre la fine di questo periodo.