Pillole di Sociale: La misurazione del bene

Negli ultimi 10 anni le attività della Cooperativa Solidarietà e Lavoro si sono concentrate non solo sulla continua ricerca di azioni che prevedessero la costruzione di percorsi lavorativi e formativi per soggetti cosiddetti deboli o svantaggiati. Questa scelta di di campo è stata fatta oltre 30 anni fa e si è sempre perseguita attivando con diversi soggetti, azioni di inclusione, di responsabilizzazione e crescita del singolo individuo attraverso il lavoro e l’appartenenza ad una comunità. Parallelamente a questo si è sempre cercato di individuare scelte che avessero una ricaduta anche per le comunità sul territorio, cercando di includerle come parte attiva di ogni progetto.

 

In questi ultimi anni, in parallelo, sono stati attivati diversi tentativi di misurazione delle dimensioni della nostra attività, della ricaduta positiva su ogni singolo territorio e delle diversi dimensioni che questa raggiungeva.

 

Questa esigenza di misurazione del bene e del valore, non solo è emersa come esigenza interna della cooperativa Solidarietà e Lavoro ma più in generale è cresciuta a livello generale, inserendosi in modo programmatico nel sistema delle imprese cooperative italiane.

 

Nello specifico vogliamo mettere in luce il rapporto ISTAT-Euricse che mette in luce il valore reale di attivazione di del bene sviluppata in Italia, che riporta: “Tra le cooperative attive spiccano quelle di lavoro (29.414; il 49,8% del totale), sociali (14.263; il 24,2%), d’utenza o di consumo (3.844, il 6,5%) e quelle di produttori del settore primario (1.791; il 3%). La cooperazione di lavoro e quella sociale, oltre a registrare il maggior numero d’imprese, sono anche le due tipologie cooperative che hanno generato il maggior valore aggiunto: 12,9 e 8,1 miliardi di euro pari, complessivamente, al 73,4% del valore aggiunto dell’intera cooperazione nel 2015. Tra le rimanenti tipologie non si può trascurare l’apporto della cooperazione di produttori del settore primario che, con 2,6 miliardi di euro di valore aggiunto, contribuisce con il 9,2% al valore aggiunto complessivo”.

 

Finalmente si è fatta quindi strada l’opportunità di andare oltre la classificazione delle variabili economiche e occupazionali per settore istituzionale e delle imprese in società non finanziarie’ e ‘società finanziarie’ e in particolare di tenere conto della pluralità delle forme d’impresa e della differente natura dei proprietari dell’impresa e dei loro interessi.

Il Rapporto nasce con un duplice obiettivo: da un lato, delimitare i confini della cooperazione, e quindi il suo peso nel complesso dell’economia nazionale e, dall’altro, individuare i settori in cui le cooperative hanno una rilevanza maggiore e risultano più dinamiche, mettendone in luce le peculiarità e i vantaggi competitivi, anche in ottica comparata con le altre imprese. Per quanto riguarda il primo obiettivo, il rapporto cerca di introdurre nuove dimensioni nell’analisi delle caratteristiche del settore includendo i gruppi cooperativi, ossia tenendo conto anche delle società di capitali controllate da cooperative. Rispetto al secondo obiettivo, si approfondisce la distribuzione e la rilevanza delle cooperative per area geografica e settore economico, ponendo attenzione anche alla diffusione (e al peso) delle differenti tipologie cooperative (produzione e lavoro, consumo, ecc.), così come ai loro comportamenti innovativi e digitali. Il Rapporto si inserisce nell’ambito della convenzione di ricerca “Dimensioni, evoluzione e caratteristiche dell’economia sociale” stipulata tra Istat ed Euricse con l’obiettivo di fornire  un quadro statistico omogeneo sulle organizzazioni dell’economia sociale.

 

La valutazione quindi non solo si pone come strumento di misurazione essenziale del capitale attivato ma va preso con attenzione perché la misurazione di questo bene non può prescindere da una valutazione dell’impatto sociale per i quali metodi e strumenti vanno ancora affinati perché siano adattabili ai diversi tipi di situazione (che in questo ambito hanno davvero una molteplicità di variabili).

 

Fonti: https://www.istat.it/it/files/2019/01/Rapporto-cooperative_sintesi-per-la-stampa.pdf